Survival Blog – Drenched in Fear


Gli ultimi tre giorni sono stati snervanti: ho avuto gli uomini della NAA in casa.
Fatti:
1) giovedì mattina spari di armi automatiche al cancello nord.
2) poco dopo un grido soffocato dalle scale a ovest, seguito da trambusto di piedi e voci.
3) mi chiudo in tana e prego (qualcosa, qualcuno) che non trovino l’ingresso. Ho paura.
4) la NAA cerca molto bene ma a vuoto, in lungo e in largo, entro le mura: rimasti qui un giorno e mezzo, hanno bivaccato nel cortile, a pochi passi da me.
5) Andrea era tra gli uomini della NAA, ho riconosciuto la voce. Fuck.
6) se ne sono andati ieri sera, al calar del sole.
7) sono uscita dalla tana solo oggi dopo mezzogiorno, per sicurezza.
8) hanno sfondato la porta della chiesa, tagliato i lucchetti ai due cancelli, portato via il congelatore (ormai vuoto), lasciato l’automobile. Non hanno visto il pannello solare.
9) ho cercato il vecchio della verdura: era morto, come la donna che viveva con lui. Un colpo alla nuca ciascuno e via. Lei tendeva al giallo.
Ipotesi:
1) o il vecchio ha detto alla NAA dove trovarmi, o loro hanno fatto 2+2 e capito da dove venivano i miei moccoli con su tre diversi papi defunti, santi vari, madonne adoranti e compagnia danzante. Mica un 2+2 difficle.
2) questa cellula della NAA conta una decina di persone, ma potrebbero essere di più. Ho sentito varie voci ma l’acustica non era la migliore, è già tanto aver capito di che parlavano.
Certezze:
1) l’infelice famigliola di Gialli che veniva a trovare il parente defunto ha incontrato la NAA. NAA batte Gialli tre a uno. L’autarchico ora ha una tomba non segnata a pochi passi da quella delle due donne del cesso. Non l’ho scavata io, sia chiaro.
2) un autarchico si è rotto un femore sulle scale ghiacciate coperte di neve.
3) hanno qualcuno che sa sistemare una frattura, ma pochi antidolorifici, Gamba-Rotta ha piagnucolato un bel po’.
4) la NAA cercava me, proprio me, nient’altro che me.
5) Andrea ce l’ha un po’ con me. A quanto ho origliato, mi ha definita una stronza, una puttanella asociale, una coltelleria ambulante, una cagasotto. Che tenero!
6) la NAA ha preso la mia ex tana.
7) la NAA ha preso la caserma Babini e l’aeroporto militare di Cameri. Non è che ci fosse più molto da prendere, ma ci siamo capiti.
8) il capo di questa cellula si chiama Gasparetti. Notizia di dubbia utilità.
9) passare due fottuti giorni chiusa nella mia tana è stato un incubo! Ho mangiato solo le ultime cinque patatine fritte e un’intera scatola di Maalox: vera dieta mediterranea.
 
Ora: prospettive per il futuro?
Non ho ancora deciso se sono nella merda più di prima o esattamente come tre giorni fa.
Sanno che sono da qualche parte, ma non dove.
Mi cercano, ma non so bene perché, forse solo per completezza.
So che mi cercano, il che è già una buona cosa.
Ogni brandello di conoscenza e informazione è qualche minuto di vita in più guadagnato. Ma che fare dei minuti che sto accumulando?

Colonna sonora: Drenched in Fear by In Flames 

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5 commenti su “Survival Blog – Drenched in Fear

  1. Comprendo benissimo la situazione in cui sei. Sono in fuga dalla NAA pure io. Per rispondere alla tua ultima domanda: preparati alla fuga, non aspettare che siano loro a fare la prima mossa. Sono matti da legare, se il caposquadra di quella cellula è della stessa risma di quello con cui ho avuto a che fare io, allora è capace di tutto. Agisci appena puoi, allontanati e cerca di far perdere le tue tracce. 

    So che è difficile, meglio di attendere che arrivino però.

    Saluti e in bocca al lupo,
    Gianluca

  2. Se non sei in grado di opporti è meglio cambiare aria. A un gruppo ben organizzato è difficile sfuggire a lungo. In ogni caso, buona fortuna.

    Angelo Benuzzi, CEO Stone Cold Company

  3. Sto preparando i bagagli, aggiungendo e togliendo cose ogni mezz'ora.
    Ma non ho la minima idea di DOVE andare.
    A sud, sperando di arrivare al mare, nell'ipotesi di chiedere una mano alla Stone Cold Company?
    A nord, cercando di raggiungere le montagne e il freddo, magari anche l'utopia di arrivare in Svizzera?
    A ovest, verso la Francia in ripresa, ma comunque con le montagne da passare?
    L'est è l'unica alternativa scartata in partenza: i ponti sono caduti e io non so nemmeno da dove cominciare a relazionarmi con l'oggetto "barca".
    Posso solo fare i bagagli e meditare…

  4. Ovunque è meglio di dove ti trovi adesso, specie se quelli ti trovano, e quando sono determinati non si fermano davanti a nulla. In bocca al lupo, non posso dire o fare di più.

  5. Condivido il pensiero di Giuda. E tra le alternative che hai proposto valuterei principalmente quella di contattare la Stone Cold Company o quella di andare a nord nei monti. Io stesso sto scegliendo la fuga nei monti.

    Resisti, non farti prendere!
    Gianluca

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