Survival Blog – Antisocial


Ho lasciato il gruppo e la tana. Ho fatto tutto di nascosto, come fossi un ladro.
Perché? Perché non volevo sentirli magnificare i benefici dello stare insieme, vedere lo sguardo addolorato di alcuni, quello deluso di altri. Perché so che alcuni non sarebbero stati d’accordo: potrei essere un pericolo per loro, se incontrassi qualcuno di malintenzionato e mi lasciassi scappare le informazioni sbagliate.
Non avevano il diritto di interferire.
Giorni scorsi: ripreso tutto quello che era mio. Libri, attrezzatura, abbigliamento, cassetta degli attrezzi e del cucito. Lasciato quasi tutto quel che mi avevano dato loro. Ho tenuto il portatile, il set di piazzo-tazza-posate, i nuovi calzettoni di lana arancio che ha fatto Erminia il mese scorso.
Ho preparato la mia auto senza dare nell’occhio. Mia… l’avevo rubata a suo tempo, ma poi prendere qualcosa a un Giallo che si è mangiato la moglie è rubare?
Per ultimi caricherò lo zaino e il congelatore.
Avete letto bene. Un fottuto congelatore a pozzetto da 130 litri, con le sue belle ruotine e l’adesivo “A+”.
Il mio fottuto congelatore. Ok, anche questo non è tecnicamente mio, me lo ha dato Il Chimico prima di andare a fare esplodere la Radici Chimica e mezza Novara, ma il concetto non cambia.
Io l’ho portato fin qui, peraltro pieno. Io me lo devo riprendere, peraltro semivuoto.
Stanotte, durante i nostri cosiddetti “festeggiamenti natalizi”, ho fatto la grande mossa.
La notte giusta. Fredda e tersa, vento ghiacciato da nord, non una nuvola a coprire la luna. Niente neve, solo ghiaccio.
Andrea ha il turno di guardia dalle 23 all’una, quando gli altri sono più impegnati a festeggiare.
Salgo fino alla casa con una tazza di distillato. Gli offro da bere, gli chiedo scusa per come l’ho trattato l’altra volta. Per farmi perdonare gli propongo uno dei suoi giochetti preferiti.
Resiste poco prima di accettare.
Gli stringo attorno al collo il cavo elettrico e già sembra sull’orlo dell’orgasmo.
So ancora fargli un pompino come piace a lui. Solo stringo il cavo un po’ più del solito. Sviene mentre viene. Non si accorge neanche del preservativo.
Lo lascio lì, venuto e goduto, sul divano, e vado nello sgabuzzino, dal congelatore. C’è anche una damigiana di distillato. Why not?
Il meccanismo per issare la sedia a rotelle della macchina funziona ancora da dio, l’ho presa proprio per questo. Prendo il mio zaino dal garage. Mentre lo carico, Helmut sale in auto. Lo faccio scendere e risale.
Ok, prendo anche lui.
Apro il cancello col telecomando ed esco sulla strada. Quando si è richiuso, faccio scendere il ponte. Lascio cadere il telecomando fuori dal finestrino ed attraverso, col fucile appoggiato sul sedile del passeggero. Dall’altro lato del canale aspetto, a fari spenti, che il ponte risalga in automatico.
Li lascio, ma non sono del tutto stronza.
Buon Natale

Colonna sonora: Antisocial by Children of Bodom
(cover dell'originale degli Antrax)

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