Survival Blog – Public Display of Dismemberment


Dormito al freddo, tana a lume di candela.
Pick-up pronto prima dell’alba, appena c’è un po’ di luce partiamo.
Luigi tecnico, Carlo autista, io e Andrea vedette. Faccio salti di gioia.
Più paura della volta prima perché la domanda è ancora lì, aggravata dai vostri blog: i Gialli mostrano segni di intelligenza residua. Organizzazione. Pianificazione. Non c’è fine al peggio?
 
No.
La giornata è la copia abbruttita dell’altra.
Nuvole. Due gradi sotto zero, ieri avevamo raggiunto lo zero. Tutto è una trina bianca.
 
Arriviamo da est, su per il ponte che attraversa il canale, quindi svolta a destra verso la centrale e lo spiazzo antistante. Giro di ricognizione sulla strada che costeggia il lato ovest del canale. Nessun giallo.
Andiamo alla griglia. Cinque corpi: la donna mangiucchiata dell’altra volta; i due Gialli morti; cacciatore in mimetica con la testa ruotata di 180° nella direzione sbagliata; cinghiale morto. L’acqua è scura e limacciosa. Lo sgrigliatore ha peggiorato la situazione anche stavolta.
Non vomito solo perché sono a stomaco vuoto. Carlo bestemmia.
Luigi prende il gancio da accalappiacani e allarga il cappio il più possibile mentre Andrea gira il pick-up per facilitare il carico.
Per primo il cinghiale. Sembra fresco, ucciso da poco. Pallettoni da caccia. Lo issiamo a fatica fino al pianale. Decideremo con gli altri se mangiarlo o no.
Rimangono quattro umani. Il più esterno è il cacciatore.
Cappio attorno a un polso e su. Anche lui sembra fresco, molle come una bambola di pezza. Anche lui sul pianale. Meglio seppellirlo che ritrovarcelo nella griglia tra qualche giorno o lasciarlo agli animali e ai Gialli.
I Gialli. Uno ha la testa fuori dall’acqua, braccia nel giaccone blu che ondeggiano nella corrente. L’altro è a faccia in giù, la testa stretta tra il suo collega e l’addome della donna a pancia in giù.
Guardo a sud, ho paura di un altro attacco anche se tutto sembra tranquillo.
Mi volto per vedere a che punto sono. Carlo sta slegando il cappio dal polso di Giaccone-blu steso a terra. Non vedo ferite d’arma da fuoco.
Il Giallo si tira su con uno scatto, azzanna Carlo alla gola e lo butta a terra. Carlo urla e urla e si contorce, Luigi incespica all’indietro e cade culo a terra. Andrea spara una raffica da tre colpi ma al Giallo non sembra fregare.
Rumore di frasche e passi a destra: quattro Gialli escono dai rovi sul lato est del canale e corrono verso il ponte.
Miro al primo della fila e sparo. Becco il secondo al petto, stramazza al suolo. Che mira di merda.
Urla di Luigi e Andrea, scalpiccio, ringhi, poi quattro colpi di pistola in sequenza, dietro di me. Sparo di nuovo verso i Gialli e manco.
Andrea si unisce al tiro ai Gialli e fa meglio di me. L’ultimo itterico si accascia a pochi passi da noi, con la testa esplosa. Ho le gambe molli e lo stomaco contratto ma sono viva.
 
Luigi è seduto per terra. Guarda nel vuoto e continua a premere il grilletto della pistola inceppata. Sangue, bava e qualcos’altro gli imbrattano la guancia e il collo. Il Giallo lo ha morso. Carlo è morto, sguardo terrorizzato fisso al cielo, gola squarciata, sangue da tutte le parti.
– Che facciamo? – chiedo.
Ci capiamo in pochi sguardi. Disarmare suo padre. Caricarlo sul pick-up. Carlo sul pianale. Un colpo in fronte ai gialli, per sicurezza. Togliere gli ultimi due corpi dalla griglia. Fuga veloce.
Tiro fuori la pistola e vado a prendermi cura dei Gialli sul ponte mentre Andrea disarma papà. Torno dal Giallo acquatico, mi incuriosisce. Come cazzo ha fatto a starsene in acqua ed essere così reattivo?
Risposta: muta da sub termica sotto giaccone e jeans.
Cazzo. Anche Andrea impreca per la scoperta.
Lo aiuto a caricare Carlo, poi prendo due matasse di corda. Due cappi veloci, le altre estremità legate al gancio di traino.
– Ti guardo le spalle – dice. Ovvero: vai tu a scoprire se l’altro Giallo sulla grata è morto-morto-morto e nel caso divertiti con la nuotata e il corpo a corpo.
Gli lascio il fucile e vado. Equilibrismo sul bordo della struttura, porconi tra i denti. Andrea mi lancia un bastone per aiutarmi nell’operazione di aggancio. Primo cappio attorno alla gola di Miss Mangiucchiata, il secondo attorno al polso del Giallo. Non si muove.
Arretro lentamente, tenendo d’occhio il Giallo. Impugno il bastone come un’arma. Ho una paura fottuta.
Arrivo in fondo. Voltandomi verso Andrea vedo un luccichio, tra gli alberi sulla collinetta a ovest. Glielo dico. Guarda con l’ottica del fucile.
– Merda. Una persona in nero. Ha abbassato il binocolo e si è nascosto subito.
– Merda.
– Guida tu. Ti ricordi come si fa?
Mai stata una gran automobilista. Faccio mente locale su dove siano i pedali.
– Improvviserò.
Andrea si piazza sul pianale con la mitraglietta pronta nel caso qualcuno ci segua. Luigi è imbambolato al mio fianco.
All’inizio i due cadaveri fanno resistenza, poi vengono trascinati fuori dal canale. Macabro strascico che va in pezzi lungo la strada. Dopo cinque chilometri senza problemi rallento. Andrea sgancia i cadaveri e entra nell’abitacolo. Gli lancio l’iPod.
– Pendulum. Tutti i brani. Casuale. E non fiatare.
Obbedisce e collega l’iPod all’autoradio. Guido snocciolando rosari di imprecazioni a tempo di musica, per fortuna l’apocalisse gialla ha tolto dai coglioni semafori, precedenze e stop, così non imballo neanche una volta. L’autoscuola Epi sarebbe orgogliosa di me!
 
Alla tana accoglienza prevedibile. Silvia disperata. Gli altri scioccati dall’imboscata, dalla muta da sub, dalla persona col binocolo.
Nessun dubbio da parte mia. Ci spiano, ci studiano. Ci stanno prendendo le misure. La dipendenza dalla centrale sarà la nostra morte.
Cazzo, se devo andarmene!

[Colonna sonora: Public Display of Dismemberment by Slayer]

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3 commenti su “Survival Blog – Public Display of Dismemberment

  1. Dannazione, che brutto resoconto… Si stanno evolvendo così rapidamente da riuscire a tendere imboscate… Terribile notizia. 

    Continuate a tenere duro, e se davvero vi stanno studiando valuterei l'opzione di cambiare zona. 

    Saluti e buona fortuna,
    Gianluca dalla Sardegna

  2. Più si sta in un posto più c'è il rischio di attirare Gialli. Io cerco di muovermi il più che posso.

    Il braccio sta bene, sono riuscito a fermare il sangue e sembra che la cauterizzazione sia andata bene. Grazie per l'interessamento, leggere la tua domanda è stata un'iniezione di fiducia. In effetti in questi giorni più che il braccio è stata la mente a dare brutti segni di cedimento…

    Saluti,
    Gianluca

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