Credo


Credo che un libro non si giudichi dalla copertina, ma che la copertina aiuti a accalappiare i “gonzi” e possa affossare un buon libro.
Credo nei diritti del lettore di Pennac ma che ce n’è almeno un undicesimo (Il diritto di dire che quel che ho davanti fa cagare anche se non sono un autore pubblicato).
Credo che un autore debba sapere che cosa vogliono dire le parole e come usarle.
Credo che un traduttore non debba stravolgere nomi e frasi dell’originale.
Credo che le cartine nei fantasy possono essere utili ma solo se hanno senso e coerenza interna.
Credo che gli elfi stereotipati hanno un po’ rotto le palle, che le principesse elfiche abbiano frantumato decisamente le palle e che ci sia una qualche legge, in qualche stato del mondo, che proibisce di chiamare Chantal una principessa elfica.
Credo che la verosimiglianza non sia un optional ma una dotazione di base.
Credo nella sospensione momentanea dell’incredulità ma non nel buttarla completamente nel cesso.
Credo nella creatività e nella follia, ma anche nel buon senso.
Credo che un cattivo, se proprio deve essercene uno, debba riuscire a superare indenne almeno il test delle prime venti voci della Evil Overlord List.
Credo che tra prototipo e stereotipo ci sia spazio di manovra sufficiente per evitare l’ennesimo fantasy fatto con lo stampino.
Credo che l’editor debba fare qualcosa di più che correggere la punteggiatura.
Credo nella documentazione, anche quando l’argomento è il fantastico.
Credo che un autore possa infrangere le regole del genere o della scrittura, ma solo se le conosce e se lo sta facendo con una ragione, non per sciatteria o ignoranza.
Credo negli autori indemoniati e aborro i modaioli.
Credo nel cagacazzismo e nella puntigliosità, anche se fanno male al fegato e indispongono l’autore.
Credo che il primo criterio di pubblicazione dovrebbe essere la qualità dell’opera, non le parentele o immanicature dell’autore, né tantomeno la sua spendibilità mediatica in quanto coppia, portatore di handicap, figona, bellone o vip.
E credo che tutto il mio bagaglio di credenze finisca col non servire a nulla, di fronte alla constatazione che quella editoriale è e resta un’industria votata agli utili e al mantenimento dello status quo.

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3 commenti su “Credo

  1. @ licenziamentodelpoeta: la Evil Overlord List è stato modellata proprio su Bond e i suoi cattivi; comunque non pretendo che il cattivo riesca a superarla tutta, ma che faccia il possibile per passarne indenne la parte maggiore possibile! La perfezione è difficile da raggiungere, ma se uno manco ci prova…
    @ Silvia: fa pure.

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