La musica di stato no, per piacere!


Gironzolo sul blog di Quad e leggo questo; seguo il link e mi cascano le braccia su questo: la Moratti vorrebbe obbligare le radio a trasmettere, per legge, una quota di musica italiana pari al 50% delle canzoni totali della giornata. Come direbbe qualcuno: These dicks!
Già la radio a volte ci impone solenni cagate tipo Arisa; tipo Povia e i suoi bambini che fanno oooh, piccioni e ragazzi gay che guariscono; tipo le canzoni stracciamutande di Gigi D’Alessio; tipo la Tatangelo; tipo Marco Carta! Dovermeli anche sorbire per legge!?
Solo perché "l’hanno fatto i francesi"!? Ma si fottano i mangiarane, si fotta la Moratti, si fottano i diktat musicali, si fotta l’elegante "Ho intenzione di valorizzare la musica italiana e i suoi artisti".
Si fottano tutti, in blocco!
Il lettore mp3 si fa sempre più prepotentemente necessario per sopravvivere!
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8 commenti su “La musica di stato no, per piacere!

  1. Eppure così sembra abbia proposto donna Letizia! E lo fa per il bene della nostra industria musicale, siamo noi che non capiamo i suoi alti obbiettivi morali, culturali e capitalistici! Lo fa per noi! O_o

  2. These dicks davvero!
    Saremo obbligati a sentire Marco Carta… Ma piuttosto mi ascolto la voce di Guido Bagatta che parla! Ti rendi conto? In radio, anziché spostarsi da una canzone all’altra evitando pubblicità e dj, scapperemo dalle canzoni per ascoltare Tony e Ross che parlano.

  3. Che la musica italiana tenda a far cagare è ormai un fatto abbastanza assodato; non assoluto, ma con poche, risicate eccezioni.
    Perché per così tanti campi, in cui la cosa importante dovrebbe essere la qualità, l’arte, sembra essere diventato d’obbligo investire sui "talenti" (ma dove!?) nostrani? Già così ci sono secchiate di libri illeggibili pubblicati "perché è un giovane esordiente con ancora i denti da latte che ha scritto un fantasy innovativo e rivoluzionario"! Dovremo anche beccarci secchiate di dischi inascoltabili e audiolesivi solo perché la Moratti ha deciso di sì!? Gusto, arte, talento, bravura dovrebbero andare nel cesso solo perché le quote vanno rispettate, immagino…
    E io che mi sto facendo due tenerini così a studiare per un esame di Estetica! T.T

  4. Già, sai che hai proprio ragione? Non avevo mai pensato al fatto che la Strazzulla e i Dari potessero avere la stessa matrice distruttiva.

    Parlando di cose serie, per lo stesso motivo sono totalmente contrario alle quote rosa. Sono una presa in giro del ruolo femminile, una sorta di riserva naturale per donne.

  5. La matrice distruttiva e demente in realtà è comune a Dari, Strazzulla e quote rosa in politica: prendere quel che capita scegliendo non il meglio, non il talento, non la bravura (per quanto magari ancora in nuce), ma quel che capita solo perché si deve cavalcare un’onda (in musica e "letteratura") o raggiungere una quota.
    L’idea, ammetterai, è la stessa… Ed è deprimente!

  6. Pingback: Pensieri librari-tecnologici, in ordine sparso | Space of entropy

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