Bilancio di una settimana


Lunedì prova scritta e pratica ad un concorso. È stata un’esperienza un po’ strana, soprattutto vedere gente che dopo aver sentito il testo della prima prova se ne andava a casa.
Martedì di studio e cazzeggio.
Mercoledì di studio, il pomeriggio in giro per la piccola città e il capoluogo con mamma, a fare commissioni varie con risultati altalenanti. Ho assistito ad un raduno di badanti, in nove attorno a due panchine, a chiacchierare e aggiornarsi in lingua originale sotto il sole del pomeriggio in attesa di tornare a lavorare o a casa.
Giovedì studio e cazzeggio, la sera gelatino con Higgins e stuolo di zanzare che lo hanno assaggiato come fosse una primizia o un piatto esotico e ricercatissimo. Il bello di andare in giro con Higgins è anche che le zanzare prima assaggiano il suo sangue e solo dopo il mio ^_^.
Venerdì mattina, cioè oggi: telefono per sapere come sono andate le prime due prove del concorso e sapere se devo sbattermi ulteriormente a ripassare per l’orale. La donna dall’altro capo della cornetta mi chiede il nome. Faccio in tempo solo a dirle il cognome che mi dice “Mi spiace” in tono iper-sbrigativo e quasi mi riattacca in faccia. Bene, non devo ripassare per l’orale, forse è l’unica piccola consolazione. Ovviamente mamma alla notizia si è sinceramente intristita per me, ci sperava, aveva gli occhi lunghi come un cane depresso. Che altro… fa caldo.
Fine del bilancio dei 5 giorni trascorsi. Rimangono ancora sabato e domenica.
I programmi per domani sono ancora nebulosi ma allettanti: giornata nella grande metropoli con Higgins, Luca, Ennio-san e il MPPDM (o RPFDM che dir si voglia), a gironzolare e ipotizzare acquisti; compare cose di non sempre attestata utilità; a guardare perplessi orride, discinte matrone fin troppo giunoniche o giovanotti palesemente all’oscuro di cosa sia il buongusto; a passare un sabato in compagnia al completo, ognuno assorto nei suoi scopi e, fondamentalmente, senza personalità squilibranti. Ecco, forse noi cinque siamo la selezione più equilibrata (per interessi, loro forza e rapporti che ci legano) del gruppo un pochetto più ampio di amici.
Per domenica, invece, si va dalla nonna: fiera dell’Ascensione e guai a chi manca senza motivata giustificazione (praticamente se non sei sul letto di morte o al lavoro, non sei giustificato). Pondero perplessa cosa potrebbe fare da mangiare la nonna. Nella migliore delle ipotesi pasta al forno. Nella peggiore… tremo all’idea! La cosa buona è che probabilmente, se va come tutti gli anni, prima io e mamma passeremo per la fiera a gironzolare per bancarelle e, salvo trovare “l’oggetto della vita”, ne usciremo con una spesa massima di €1,5 per un cannolo siciliano: spendaccione che non siamo altro!
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