Pioggia e libri fantasy


Ieri sera, mentre mi preparavo per l’odierno giro nella grande metropoli, ha cominciato a piovere. So che è un po’ egocentrico dirlo o scriverlo, ma ho come la sensazione che il Tizio Ai Piani Alti lo faccia apposta. Così la mia giornata a Milano è stata una giornata di lotta con la pioggia, di tentativi di salvare il contenuto dello zaino dall’acqua, di dribbling alle pozzanghere, di occasionali porconi agli automobilisti che corrono troppo e ti fanno la doccia passando, di ombrelli aperti e richiusi, di tram stracolmo e umido.
Ne ho approfittato per concedermi l’“onore” di leggere le prime righe di un paio di libri fantasy. Da accapponarsi la pelle o quasi.
Le prime righe di “Il destino di Adhara” già le avevo lette e già mi avevano schifata, ma su carta stampata mi hanno fatto imbufalire ancora di più. Come cazzo si fa a scrivere che una architrave ha una chiave di volta!? “Architrave” contiene la parola “trave” per una buona ragione, quella cioè di essere una parte orizzontale posta sopra due verticali. Una trave su due colonne. Architrave. La chiave di volta è un elemento di archi e cupole. Fine! Secoli, che dico, millenni di architetti si rivoltano nella tomba e implorano il Tizio Ai Piani Alti di far venire alla Troisi, a scelta, la voglia di documentarsi o un blocco dello scrittore che duri fino in punto di morte. In molti credo votino per la seconda opzione: gentile Tizio Ai Piani Alti, visto che ti occupi dei fatti miei, farci un pensierino…
Le prime righe del primo libro della Trilogia di Lothar Basler, per quanto prive di castronerie, erano appassionanti più o meno come l’elenco della spesa. Forse il resto è meglio, ma i miei pochi euro li spenderò in altro. Soprattutto perché la terra di Lum mi fa pensare a Lamù e non è un buon inizio per un romanzo che, stando alla copertina, ha toni gotici.Quanto al libro con i prodi Roddy, Sarah e compare (che poi forse è il protagonista)… ah, sì, “Arthur e lo Stregone Nero”, sono rimasta folgorata dalla copertina (stile fumetti delle WITCH o poco meglio), da un inizio nel migliore stile universitario (frasi enormi dalla risicata punteggiatura, che se lette ad alta voce richiedono un attore premio oscar per essere pronunciate in maniera decente) e da un mago saggio con un nome pericolosamente simile a Saruman.
Evviva il fantasy made in Italy!
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2 commenti su “Pioggia e libri fantasy

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