Galaverna e neve


Il 5 qui il freddo ha deciso di trasformare la pianura padana in un centrotavola di pizzo, trine e merletti di galaverna. Un vero spettacolo.

Il 6, invece, ha deciso che era tempo di neve: ha nevicato ininterrottamente e tutt’ora nevica.

Il vicinato si dà da fare a ripulire vialetti, cortili e stradine, ovviamente coi mezzi e le tecniche più disparate. Il migliore è uno che, dal secondo piano, lanciava veementi palate di neve nel cortile per ripulirsi il balcone: ci metteva un tale impegno, una tale forza e foga, che faceva morire dal ridere!
Mia mamma, precedendolo, aveva prima spazzato la neve in mucchietti e poi, con la paletta (sì, quella del duo scopa-e-paletta), lanciava palettate di neve nel cortile; poi, per fortuna, è andata a ripulire il cortile. Che brava!

Io, visto che fa un freddo fottuto, me ne sto al calduccio in casa. E per difendermi meglio dal freddo, mi sto leggendo un delizioso libro sul Sahara, cronaca ironica e scritta meravigliosamente dei viaggi di un oceanografo diventato esperto di deserti: Il viaggiatore delle dune, di Théodore Monod.

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