Coincidenze librarie


Leggendo La Strategia dell’Ariete mi son trovata davanti a personaggi che bevevano mate. La cosa mi ha lasciata perplessa. Il bisnonno Drien (il padre del mio nonno materno) era solito scendere a Varzi per andare al mercato e comprare solo due cose: un chilo di zucchero e un chilo di jerba mate.

Ho chiesto conferma a mia madre al riguardo e mi ha confermato che il bisnonno effettivamente beveva mate. Il fatto è che il mate, cito dal dizionario in fondo al romanzo, è un “Albero sempreverde originario di Brasile, Paraguay, Argentina e Uruguay; è coltivato per le sue foglie, da cui si ricava una bevanda energetica e amara simile al tè, che viene bevuta in coppe di terracotta dotate di una cannuccia (bombilla) con un filtro all’estremità inferiore”.

L’ovvia domanda era: ma come mai un contadino, mai uscito dall’Italia, a inizio secolo beveva regolarmente una bevanda del Sud America?

La risposta è nella serie di compaesani che erano andati in cerca di fortuna in Argentina e poi ne erano tornati con la passione per il mate. Il bisnonno ne era stato contagiato e così iniziava ogni mattina facendo una colazione del campione con una zuppetta a base di mate, un pochetto di latte e pane secco. A sentir mia madre, una brodaglia disgustosa…

Meglio andava con la nonnina Teresa (la madre di mia nonna materna): lei beveva solo karkadé. Anche lì è nata la domanda sul perché ma ancora non ha trovato risposta.
Misteri dell’Oltrepo pavese!


Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...