Only for the weak


Sabato notte, mentre ascoltavo Only for the weak prima di addormentarmi, ho avuto un’illuminazione personale. Ho capito cosa mi legava così strettamente a Clayman. Non è solo il fatto che sia un gran CD. È che era l’album degli In Flames che Diego amava di più. Lo volevo possedere a tutti i costi per esorcizzarlo, per poterlo render mio, non più solo suo. Dovevo averlo per metterci su e per attaccarvi nuovi significati e ricordi. L’ho fatto.

Only for the Weak era una canzone da notte estive, da curve del Fara-Barengo a velocità folle, da finestrino abbassato, da aria fresca e umida della notte che entra, da aria calda e volume al massimo in una Uno verde-azzurro. Ora è anche a canzone dell’amore cieco, ora la “infection” di cui parla è il tipo di amore senza ragionamento e senza amor proprio che mi legava a lui. Ora posso cantare “I can’t tollerate your sandness” con convinzione, sapendo che sto cantando a lui e alla sua bastardaggine. Ora il cd e le sue canzoni sono miei: si fotta il cornificatore!


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