E venne il giorno


Mercoledì io e Higgins siamo andati al cinema a vedere E venne il giorno, il nuovo film del Signor Signs e Sesto Senso. Stando a quello che M. Night Shyamalan avrebbe dichiarato, gli spettatori dovrebbero uscire dal cinema “totalmente paranoici”.
Mi spiace, ne sono uscita solo delusa e schifata.
A parte il titolo che non si capisce bene perché l’abbiano scelto (i traduttori, ovviamente, perché il titolo originale non c’entra una fava: The Happening), il film è un’accozzaglia di morti truculente non necessarie in una versione malriuscita de Il quinto giorno di Frank Schätzing.
Casualmente né i trailer né i cartelloni pubblicitari né la locandina fanno menzione del fatto che la gente è morta, lasciandoti invece credere che sia semplicemente e misteriosamente sparita nel nulla, così che tu vai al cinema pensando: “Sarà l’ennesimo film con il mistero per capire cosa ha fatto sparire così tanta gente e fermare la cosa/sopravviverle.” Errore. Nessuno sparito nel nulla, solo gente che si uccide nelle maniere più truculente e creative che il signor Shyamalan sia riuscito a inventare, ivi compresa la ragazza che a due minuti dall’inizio del film si pianta il fermacapelli nella giugulare con sguardo ebete, o la serie di muratori che si lanciano in massa, come frutti maturi, giù da un’impalcatura, o il tizio che va a rompere le scatole alle leonesse dello zoo e si fa strappare le braccia, o (e qui siamo veramente al parossismo della macabra e inutile creatività) il tizio che accende il mega-trattorino-falciatrice e ci si sdraia davanti.
Higgins mi ha fatto notare che non è che ci sia molto più sangue che in 30 giorni di buio. Vero, anzi, 30 giorni di buio è ben più sanguinolento e truculento. Il problema non è la morte, ma il modo e il contesto. Quando entri in sala per vedere un film di vampiri sai che il sangue scorrerà a fiumi, anzi, se non scorresse ti sentiresti anche truffato. Quando entri a vedere un film che nei trailer ha una sola frase topica del genere (“Abbiamo perso i contatti.” “Con chi?” “Tutti!” o giù di lì) non ti aspetti certo che la ragione sia una serie di sucidi inspiegabili, men che meno che ti faccia vedere con insistito voyeurismo i suddetti sucidi. Non è “compreso nel biglietto”, né nel biglietto da visita… No, proprio non mi aspettavo tutto quell’inutile sangue. Perché se all’inizio può “servire”, dopo un po’ è veramente eccessivo, non necessario ai fini della trama. Una volta che ho saputo che la gente ha preso a uccidersi anche in un secondo luogo, è fondamentale farmi vedere il tizio dello zoo? Non poteva essere semplicemente una storia raccontata? Era veramente necessario mostrarmi il genio che si fa strappare un avambraccio e poi porge l’altro ad un’altra leonessa?
Poi il misterioso mistero dietro tutto… Wow! La versione semplificata e a misura di americano de Il quinto giorno, con l’aggravante che prima che il protagonista ci arrivi, c’è già arrivato un personaggio di secondo piano che poi è il personaggio migliore del film (“Tutti amano gli hot dog! A lei piacciono?” “Veramente no…”). Ulteriore aggravante è il fatto che mentre i cattivi di Schätzing hanno bisogno di un po’ per arrivare alla loro “arma”, i cattivi del film sembrano riuscirci al primo colpo, cosa che non è esattamente facile: trovare al primo colpo la neurotossina a diffusione aerea che elimini l’istinto di conservazione dal solo cervello umano e faccia suicidare la gente, mica è tanto facile! E poi la soluzione è dalla prima inquadratura in vista che ti fa ciao ciao (non con la manina, ma quasi!). Dio che delusione.
Povero Higgins, ora si sente in colpa per avermi portato a vederlo… Eh, va beh, prima o poi sarò io a trascinarlo a vedere qualcosa che lo schiferà profondamente…
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5 commenti su “E venne il giorno

  1. Ehm…. farò finta di nulla.. Anche se da quel che ho capito non t’è piaciuto, ho dovuto interrompere la lettura per timore di spoiler. Se tutto va bene lo vedo questa sera 🙂

  2. Alla fine non l’ho visto quella sera ma circa due settimane dopo.
    Dire che sia bello è in effetti troppo, ma qualcosa salverei. Cosa, però, non saprei davvero dire. 🙂
    Ha fatto di meglio.

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