Il tesoro di Rhugga. In cui si narra di un viaggio verso nord, dei Sette Nani, di sogni misteriosi e di una fortezza da espugnar


Ricomincia la fase ragionamento con cui ci eravamo lasciati la volta scorsa. Ci guardiamo negli occhi, rileggiamo i nostri appunti, il master ci chiede a che conclusioni siamo arrivati.

“Io qualcosa avevo pensato,” dice Aranhil, “ma me ne sono dimenticato durante la settimana…” Master ovviamente sconsolato…

Cerchiamo di tirare le fila della storia: re Calimendil fu ucciso mentre assediava Cameth Brin, e fin qui ci siamo. La morte fu legata ad un doppio tradimento: un uomo di Calimendil lo tradì consegnando il suo accampamento ai nemici, mentre uno degli avversari fuggì portandosi via il tesoro di re Rhugga. I due se ne sono andati via assieme, uno è morto nel tumulo di Calimendil e il secondo, a quanto abbiamo faticosamente appreso dalla mappa trovata nel covo di Astash e dalla lettera nella villa, fu trovato ed ucciso a Tharbad, ma già non aveva più il tesoro. Ora, il tesoro deve essere da qualche parte tra Cameth Brin e Tharbad, ma visto che al tumulo non l’hanno nascosto (non ce n’era la minima traccia) deve essere in un luogo tra Cameth Brin e le Tumulilande.

Sorge il dubbio su cosa sia sto tesoro. Astash sembrava convinto fosse un mucchio d’oro, ma è improbabile che Gorga (che al 99% lavora per il Re Stregone) cerchi solo un mucchio d’oro: ben più probabile che nel mucchio d’oro ci fosse anche qualche ammennicolo magico che nelle mani sbagliate farebbe troppi danni. Decidiamo quindi che dobbiamo trovare il tesoro per primi.

“Ma allora c’è tanto oro, in quel tesoro?” domanda entusiasta Taddeo.

“Improbabile, visto che due uomini a piedi se lo son portati dietro… Più probabile che l’oro sia proprio poco…” risponde Aranhil.

“Ma allora che lo cerchiamo a fare?!” esclama stupito ed oltraggiato Taddeo.

“Dopotutto siamo eroi! È il nostro lavoro fermare i cattivi!” risponde Aranhil.

Dopo due settimane di convalescenza, Vylit è finalmente in forma e pronta per la battaglia, quindi partiamo da Arceto seguendo le indicazioni della mappa di Astash. Alatar non ci segue ma si dirige verso Fornost per andare a dar manforte nella guerra (leggi “il giocatore non viene più e così il suo personaggio esce di scena in maniera elegante”). Il viaggio verso nord ci conduce a Colle Vento, dove Vylit spreca un 23 in ascoltare per sentire che l’esercito si muove e sta pattugliando la strada. Troviamo anche i resti di un accampamento, vecchio di due giorni.

Alcuni giorni dopo incappiamo in un gruppo di 5 umani. Taddeo va in avanscoperta e torna dicendo che portano il simbolo del pugnale nel teschio, quindi sono del gruppo di Gorga-Astash-Grignak. Taddeo si nasconde, avanza furtivo fino a metà strada tra noi e loro, mentre noi ci nascondiamo e attendiamo. L’hobbit torna visibile, attira l’attenzione degli umani che prendono ad inseguirlo, poi Taddeo si nasconde di nuovo. Gli umani cominciano a cercarlo ed Aranhil decide di dar loro qualcosa da inseguire: muove un cespuglio, verso cui i 5 convergono.

Mezzo round di sorpresa basta per ucciderli tutti senza che abbiano tempo di dire “Ah!”

Riprendiamo il viaggio e l’incontro successivo è ben diverso: siamo accampati per la notte e stiamo convincendo Taddeo che accendere un fuoco è una pessima idea visto che siamo nella terra dei troll, quando un gruppo di elfi diretti ad est passa a pochi passi da noi. Gli elfi ci invitano a unirci al loro banchetto e ad accamparci con loro: una notte tranquilla e al sicuro da tutto.

Taddeo quella notte fa uno strano sogno: una fortezza si staglia contro la luna, una lama, poi una sagoma di vecchio ammantato, con indosso l’armatura del Cardolan, avanza dall’ombra della fortezza. Il vecchio mostra un pietrone, poi indica insistentemente una direzione. La scena si muove e Taddeo si trova a guardare una parete rocciosa molto alta, la cui cima si perde nella nebbia. I due rimangono lì un po’, mentre il vecchio indica la parete e Taddeo non sa neanche a che altezza è o se abbia terreno sotto i piedi, poi tutto diventa scuro, sempre più scuro, e Taddeo viene svegliato.

Riprendiamo il viaggio, avendo ricevuto in dono ognuno lembas per una settimana e una fischetta di cordiale elfico. Taddeo ci racconta il suo sogno e seguendo la mappa arriviamo giusto giusto davanti ad un pietrone come quello del sogno di Taddeo.

Qualcuno è nascosto nei cespugli attorno; li convinciamo ad uscire e ci troviamo davanti 7 Nani… Il loro capo, Borin, ci dice che sono esploratori venuti per studiare la situazione mineralogica della zona, che erano entrati di notte nella grotta che si apre nel pietrone e avevano trovato 3 casse contenenti oro e gioielli. Ne avevano portate fuori già 2 quando il padrone di casa era tornato: un troll. Hanno perso due nani nella lotta (quindi erano i 9 nani, in origine…) e ci chiedono aiuto per riprendersi i corpi dei caduti. Accettiamo di aiutarli e chiediamo loro dove siano le altre 2 casse: le hanno prese degli umani, dicono, umani che portavano il simbolo del pugnale nel teschio.

Dopo un paio di imprecazioni, entriamo nella caverna e “giochiamo” col troll. Per fortuna abbiamo la meglio sul bestione in tre round, ma i nani ne escono un po’ provati. Recuperiamo i due corpi e la cassa: effettivamente non contiene altro che oro e gioielli. Ovviamente il gingillo magico è in una delle altre due.

Seguendo le indicazioni del sogno di Taddeo, ci allontaniamo dal pietrone e dai nani. Evitiamo una pattuglia di orchi e ci troviamo in una radura da cui si possono vedere la fortezza e la parete di roccia che il vecchio ha mostrato a Taddeo nel sogno. Ora sono occupati da qualcuno, pochi dubbi che si tratti di Gorga & friends… L’unico apparente modo per entrare è farlo sotto gli occhi di tutti aprendosi la strada spada alla mano, ma è un po’ lungo e stancante, come metodo. Forse il vecchio del sogno può averci mostrato qualcosa di utile…

Aranhil, Vylit e Celebeth si nascondono mentre Taddeo va in avanscoperta fino a raggiungere il punto esatto che il vecchio gli ha indicato insistentemente. A parte il fatto che è nascosto dalla vista della fortezza grazie ad uno sperone di roccia, lì non c’è proprio nulla. Taddeo cerca ripetutamente sulla roccia, per terra e nelle vicinanze, senza risultati.

Ci riuniamo e cerchiamo di stabilire il da farsi. Le idee sono come rondini d’inverno in Val Padana: una fantasia e nulla più.

Il master ci invita a riflettere sul sogno. Rileggo i miei appunti presi alla rinfusa, ma le idee rimangono un sogno lontano.

Il master allora ci rilegge il sogno, dicendoci che la cosa importante è ripetuta due volte. Ascoltiamo attentamente, ci guardiamo con espressioni ebeti, poi Taddeo dice:

“Cos’è il fatto che diventa sempre più scuro?”

Il master fa la faccia da “Alleluia, ci sono arrivati!” e io dico:

“Ah, ma era questa la cosa da notare? Ma io credevo che fosse scontata… Ero sicura che avremmo dovuto aspettare la notte!”

Raggiungiamo tutti il punto della parete indicato dal vecchio e ci nascondiamo sotto i nostri mantelli elfici in attesa che scenda la notte. Mentre le ore passano, l’andirivieni dalla fortezza aumenta, annunciato ogni volta dal suono di un corno.

Arriva la notte e la luna, che sfiora con la sua luce la parete di roccia e fa comparire un simbolo (sette stelle sopra un fortezza) che era lo stemma del re di qui. Toccato il simbolo, una porta si apre nella roccia. Saliamo un’interminabile scalinata, percorriamo tunnel e cunicoli fino ad arrivare di fronte ad una porta girevole incrostata dal tempo. Innumerevoli tentativi di Vylit e Celebeth vanno a vuoto, poi ci provano Aranhil e Taddeo in coppia: 17 ciascuno.

La porta si apre e ci troviamo in uno stanzone ingombro di mobilio e paccottiglia rovinata dai secoli. Per un po’ ci aggiriamo in stanze e corridoi in cui nessuno ha messo piede da secoli, poi arriviamo finalmente nella zona della fortezza usata più di recente.

Dal secondo piano di un edificio che si affaccia su un “chiostro” secondario vediamo due umani trascinare un nano svenuto in una stanza per poi uscirne un po’ dopo. Scendiamo al piano di sotto e Taddeo e Celebeth vanno a salvare il nano, che si rivela essere un altro compagno di Borin (i 10 nani… sempre di più), di cui però Borin proprio non ci aveva parlato. Dice di essere stato catturato quando gli umani hanno trovato le casse.

Lo portiamo fino fuori dalla parete di roccia e gli diciamo di stare nascosto, che torneremo a riprenderlo. Quando siamo di nuovo nella zona usata della fortezza, ecco che qualcosa succede: corni, ma diversi, risuonano, mentre il clangore di armi parla di una battaglia in corso. Mettendo insieme le informazioni dateci dal nano e quel che sappiamo noi, arriviamo alla conclusione che Grignak ha deciso che vuole tenersi per sé tutto il tesoro e quindi ora Gorga e Grignak e relativi schieramenti se le stanno dando di santa ragione.

Il piano è di unirci alla generale mattanza, ma lo metteremo in pratica domenica prossima.

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Un commento su “Il tesoro di Rhugga. In cui si narra di un viaggio verso nord, dei Sette Nani, di sogni misteriosi e di una fortezza da espugnar

  1. Ovviamente nessuno si ricorda che il poveretto è stato liberato dalle abili mani di Taddeo, del povero piccolo inutile e GENTILE Taddeo vero? Vero? Eh eh eh ?????

    Scriverò una lettera di protesta al sindacato deio Valar…
    Anzi, a Gandalf si ecco a Gandalf… Lui gli obbit li ascolta sempre!!!

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