Nonna d’acciaio


Mia nonna è un tipino particolare: ha compiuto 82 anni questo Natale ma è ancora come quando ne aveva la metà: forte come un toro e cocciuta come un mulo, lavora il suo orto e il suo campo (totale più di due pertiche) con costanza e il suo primo pensiero la sera è per le sue galline e i suoi cani, poi per tutto il resto; il peggior sgarbo che puoi farle è stare lì a chiacchierare con lei quando ormai è ora di dar da mangiare agli animali!

La nonna ha sempre lavorato nei campi, e lavorato come un mulo; se il nonno si alzava alle 5 lei era già sveglia dalle 3. Ha fatto una vita dura, e si vede.

Ha provato la guerra e per questo alcuni anni fa si è fatta comprare una pianticella di ulivo: quando c’era la guerra, invidiava quelli del paese di fronte, che ne avevano uno e si facevano l’olio, mentre lei e la sua famiglia dovevano accontentarsi del burro chiarificato. La sua piccola compensazione è stata piantarsi davanti a casa un ulivo e vederlo crescere. Che se ne fa delle olive? Assolutamente nulla, perché le olive non le piacciono, quindi le lascia cadere a terra e marcire, ma vuoi mettere la soddisfazione di avere un ulivo tutto suo?

La nonna è talmente “da sbarco” che due anni fa, quando è andata a fare le visite per l’operazione alla cataratta, ha sbalordito i medici.

Durante la prima visita, il dottore le ha chiesto quali medicine prendesse e lei gli ha detto: “Ma niente, solo un’aspirina o un po’ di sciroppo quando ho la tosse.” Il dottore, scettico, ha pensato che la povera vecchietta perdesse colpi e ha mandato l’infermiera a chiamare mia zia, in sala d’aspetto. Posta la domanda anche alla zia e sentitosi rispondere la stessa cosa, il dottorino ha chiesto stupito: “Ma neanche per la pressione… per il colesterolo…?”

No, la nonna vedeva per la prima volta un dottore da una ventina d’anni, ed era proprio lui.

Fatti gli esami del sangue di rito, il dottore ha avuto la conferma che si può arrivare a 80 anni e passa senza vedere un dottore, senza prendere pastiglie e senza prendere che le malattie di stagione.

L’esperienza ospedaliera ha divertito molto la nonna, che, sorridendo come una bambina, raccontava del suo primo elettrocardiogramma e dell’infermiera stupita che le diceva “Ma via, signora, l’avrà ben fatto un elettrocardiogramma, prima d’ora!”, dello strano aggeggio e delle ventose, e pure del fatto che temeva facesse male.

È di oggi l’ultimo exploit della nonna.

Prima di Natale era caduta dalle scale, ruzzolando alla grande ma, ci teneva a far sapere, salvando la crostata da mettere in forno (che teneva con la destra) e il cestino pieno di uova (che teneva con la sinistra). Il giorno stesso ci aveva raccontato del ruzzolone, dicendo che le faceva un po’ male il torace, ma quando mia mamma le ha proposto di andare all’ospedale lei si è prontamente rifiutata e in dialetto le ha risposto: “Ci mancherebbe anche!”

Unica conseguenza apparente dell’incidente il fatto che ora “ha imparato a cosa serve la ringhiera” e che non sale più le scale con entrambe le mani occupate.

Oggi, però, la nonna ha fatto un’ammissione più grave: finalmente comincia a non farle più male respirare!

La nostra ristretta conoscenza medica ci fa supporre che si fosse come minimo incrinata una costola, se non peggio; ma visto che la nonna è fatta di ferro e solleva un quintale di castagne come se fosse un etto di farina, per lei non era un problema rilevante!

Se va avanti così ci seppellirà tutte! O.o

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