Falò


Ieri era Sant’Antonio e dalle mie parti Sant’Antonio vuol dire “falò”: si prepara una pira di legna da ardere in cui si mettono anche cose che simboleggiano, più o meno direttamente, le cose dell’anno passato che ci si vuole mettere alle spalle. Poi si da fuoco al tutto e mentre il falò brucia, ci si butta dentro un foglietto di carta con su scritto un piccolo desiderio per l’anno nuovo.

E per festeggiare degnamente Sant’Antonio non si può mancare al falò della Badiola. Falò che fino a ieri pomeriggio sembrava dover essere rimandato perché nel week-end aveva piovuto alla grande e la legna (scoperta) si era inzuppata per bene. Per fortuna però ieri ha fatto bello e un po’ di sole ha cercato di asciugare la legna.

Riconfermato il falò, ieri sera io e Higgins siamo andati in Badiola armati di cose da bruciare. Io con il piccolo pacco di fotocopie del corso di Archivistica; Higgins con un intero sacchetto di fotocopie, un anno di SILSIS da bruciare con soddisfazione.

Tina ha provato ad impossessarsi delle fotocopie di Higgins per riusarle per farci calcoli vari, dicendo che avrebbe esorcizzato la pedagogia e la sociologia del fronte con la matematica sul retro, ma Higgins è stato irremovibile: quella carta doveva bruciare.

Come sempre grande affluenza al falò anche se non tutti con contributi da bruciare. C’era chi aveva fatto pulizia in ufficio e portato “documenti compromettenti”, e chi era stato avvisato all’ultimo e non era riuscito a portare nulla, come Luca e Re Fuoco.

 Ovviamente, come ogni falò in badiola che si rispetti c’era da bere (lambrusco, spumante e coca cola) e mangiare (pandoro e panettone).

E visto che il Capo e i suoi amici adorano botti, fuochi d’artificio e petardi, la serata è stata fuoco artificio e scintilleallietata dallo scoppio di un sacchetto circa di ammennicoli vari, per la gioia della Tina che odia i botti. Il meglio è che il Capo e i suoi amici si divertono come bambini a lanciare petardi tra i piedi della gente, provocando comprensibili reazioni di scarso entusiasmo…

La legna ha presto dimostrato di essersi asciugata solo in parte e mentre un lato bruciava bene, l’altro rimaneva praticamente intoccato, facendo solo un gran fumo quando le fiamme lo lambivano.

Re Fuoco ha ancora una volta dimostrato che il soprannome è adatto: si è messo ad aiutare il Capo e gli altri a dar fuoco alla parte ancora spenta, scalando un paio di volte il lato spento o lanciando bancali nella parte accesa. Fatto sta che a fine serata ha scoperto che aveva due buchi nel pile e nella maglietta e manco si era accorto che ciò fosse successo.

L’ultima disperata mossa del Capo per far prendere fuoco a tutta la legna è stata prendere il trattore e con la pala posteriore spingere la legna dentro la zona già accesa, anche se in alcuni punti il trattamento non ha funzionato: la legna ha resistito all’urto fermando il trattore e limitandosi a vacillare un attimo, non di più.

Mentre su di noi piovevano cenere e pezzi di fuoco d’artificio, abbiamo chiacchierato, mangiato pandoro e cenere, bevuto coca cola/lambrusco e cenere, schivato petardi, allungato i piedi verso il falò per scaldarli, fatto foto o filmati con i molti mezzi tecnologici presenti.

Ma nessuno batte il Capo che, dopo aver filmato a destra e a manca, soddisfatto abbassa il nuovissimo cellulare ultra tecnologico, lo squadra con aria pensosa e dice: “Ora devo solo scoprire come si spegne…”

Morale della serata: cazzate sparate tante, cenere caduta dal cielo molta (“Beh, se va avanti così tra 1800 anni ci ritrovano sommersi dalla cenere e morti…”), desiderio espresso, archivistica bruciata (e non vi dico la soddisfazione), SILSIS pure (lanciata tutta insieme nel fuoco acceso con notevole gesto atletico di Higgins), timpani sopravvissuti allo stress ma niente “guerra dei fuochi” con la cascina vicina come l’anno scorso…

E abbiamo pure avuto un bello spettacolo di scintille in volo.

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2 commenti su “Falò

  1. La soddisfazione di bruciare un anno di inutile baggianate provenienti dalla Silsis non ha prezzo… Perchè dovrei regalare quella carta no? Un po’ come esorcizzare un anno di noia e sbattimenti eh eh eh. A parte questo grandissimo falò… per l’anno prossimo mi procurerò il cannone che tengo alla villa di Robin…

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