Desideri


Nel marasma colossale della mia camera da letto c’è un angolino, per niente ordinato, in cui tengo tre Moleskine. Adoro i Moleskine, un po’ per l’aura “magica” e mitica che li circonda, un po’ perché il primo che ho comprato è legato a bellissimi ricordi del mio primo viaggio a Roma.

Uno dei tre è il mio Moleskine dei desideri, la raccolta dei miei molto prosaici e molto materiali desideri: titoli di libri da un lato, titoli di cd dall’altro.

È nato da un acquisto d’impulso dell’anno scorso. Ero in uno di quei negozi da grande città in cui vendono qualunque cosa (libri, materiale da cancelleria, computer e dvd ma niente cd), intenta a guardare le novità editoriali e a pensare che, al solito, i libri interessanti erano troppi, sempre dannatamente troppi, e che mi sarei ricordata solo un paio di titoli.

Chiedetemi di ricordare una storia e saprò raccontarvela anni dopo; chiedetemi di ricordare il titolo di un libro che non ho mai letto e comincerò a fare fatica già dopo qualche mese; chiedetemi di ricordare un numero o una data e mi arrenderò di fronte alle vostre inusitate pretese.

Eccomi allora di fronte al solito dilemma: su quali libri puntare la mia attenzione nella speranza di ricordarmene i titoli. Ne avevo scelti due (cestinando mentalmente i nomi dei rispettivi autori, troppe consonanti vicine per sperare di ricordarli!) e mi preparavo a imprimermeli nella mente quando una particella di me propose la geniale idea: copiare il metodo di mia mamma, che si segna i titoli interessanti su foglietti volanti visto che per i titoli ha ancora meno memoria di me (compra lo stesso libro un paio di volte perché il titolo proprio non le dice niente…).

Il problema era che io, i foglietti volanti, li avrei persi in un attimo, nella migliore delle ipotesi li avrei portati fino a casa solo per perderli nel mio caos; urgeva quindi una variazione, ed ecco l’acquisto del Moleskine dei desideri.

A oggi sono arrivata a riempire 21 pagine di titoli di libri, tutti piccoli desideri in attesa di essere realizzati. Natale, il compleanno e qualche auto-regalo sono le occasioni in cui cancellare qualche titolo, salvo poi aggiungerne almeno un paio al mese, talvolta anche una dozzina in un giorno solo, se mi capita l’occasione giusta.

Il mio Moleskine dei desideri potrebbe sembrare una specie di impresa di Sisifo, un obbiettivo irraggiungibile e frustrante. Per me, tuttavia, i desideri sono più utili quando non sono ancora realizzati, una piccola spinta ad agire, a sperare e a desiderare ancora, ancora, ancora, a non accontentarsi, a voler ascoltare altre storie, a volersi immergere ancora di più nel mondo e nella realtà.

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