Sogno


Stanotte ho sognato mio padre. Come le altre volte, non era come nella realtà. Se una volta l’avevo sognato novantenne, questa volta l’ho sognato giovane, così giovane da avere improbabili capelli neri e ricci che mai ha avuto in vita sua.

Era una  di quelle situazioni da sogno, in cui nulla è come dovrebbe essere; in cui un luogo trascolora in un altro e nello spazio di un passo un ristorante diventa una casa privata; in cui le situazioni assurde si fondono una nell’altra e ad un pranzo serio ci si mette a discutere cosa siano gli insetti che dal pavimento risalgono la tovaglia in pigre passeggiate; in cui l’idea delle persone è rivestita di una forma completamente diversa da quella reale. Ed ecco che mio padre (capelli chiari) si ritrova ad essere nero di capelli, mio fratello (biondo chiaro, alto e slanciato) è un tizio di altezza media, muscoloso e con ricci neri in testa.

Anche in questo sogno, come negli altri, le cose andavano come forse avrei voluto andassero, una realizzazione del “gioco dei se” che aveva premesse ancora più improbabili delle solite. Una cura per risolvere i danni cerebrali di un ictus, ma figuriamoci!

Eppure è stato bello, nella sua tristezza, questo sogno. Nient’altro che immagini forgiate dalla mia mente, ma è l’unica cosa che mi rimane.

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