Mookie and Nora


The Blue Blazes - coverAuthor: Chuck Wendig
Title: The Blue Blazes
Publisher: Angry Robots
Pages: 400
Cover art by Joey HiFi
S
ummary: It was 1976 when a crew of the Sandhogs, digging a tunnel 800 feet under Manhattan, pierced into the Underworld. Since then, our world has met the Great Below, and the two have started preying on each other, hidden from the public eye.
Mookie Pearl is an enforcer for the biggest, and sole, crime organization of New York, and he rides the border between criminal underworld and supernatural Underworld. He oversees the extraction of a mystical drug and kicks the human or supernatural asses he is told, no question asked. But when the foundations of the Organization start to crumble and his daughter takes up arms and opposes him, Mookie will have to fight like he never did, and find the truth behind the mess he is finding himself in.

They have a name for it, in myth. Katabasis. The descent. To descend. Mythically speaking, into the Underworld – the so-called “Harrowing of Hell.” […] And so it is with the Underworld: you may enter its depths and walk into the dark, but something is always taken from you. And it remains ever-uncertain whether your entrance will be mirrored again by your escape.

the blue blazes 3The morning of my 31st birthday I received two books as b-day gifts.
The first book was a novel by a friend of mine, an urban fantasy set in Milan. The female lead was a girl named Lena, short for Eleonora.
The second one, was an urban fantasy novel set in New York; one of the main character of this second novel was a girl named Nora, short for Eleanor.
Funny coincidence, isn’t it?

What I loved about The Blue Blazes is the fact it has at least two hearts.

The first is also the most blatantly evident one: it’s a great story with a fierce rhythm and it’s choke-full of action, monsters, oddities, fear, awe, craziness. Each chapter kicks off with an excerpts from the Journal of John Atticus Oakes, a guy who ventured in the pits of the Great Below aiming to chart it all (and never came back); each excerpt is a little touch of genius, and I loved each and every one of them, because they explained, and hinted, and teased, and prepared the ground for what was coming.
Read this book and you’ll find yourselves chin deep in a scheme that involves the biggest (and only) crime organization of N.Y., goblins, nagas, trogbodies, daemons, undead, thematic gangs like the roller derby Get-Em Girls, and even some almost-forgotten, extremely powerful entities trapped beyond the reach of man.
You’ll find yourselves unable to put down the book because Mr. Wendig’s writing is so good, his plot so tense, the rhythm so pressing, you’ll decide you need to read another page, another line, just the end of this chapter, damnit!, now I have to know what happens to Mookie in the next chapter.

the blue blazes 4And all the while, you’ll wade through the second heart of the novel: its characters, their complexity and humanity.
I could relate so much with Mookie, in all of his pride, and awkwardness, and hurt feelings, and loyalty.
And I could relate maybe even more with Nora; and since she’s written so well, since she acts as a real person would act and think, I could read all the true motives and issues hidden behind her façade, right since her second appearance. I was in her position, I know how it feels (minus all the goblins, supernatural drugs and murders).
And I loved Skelly, and the old goat Werth, and Karyn, and Burnsy: what a fantastic cast of support characters!
Not to mention the villains!
And the Vollrath! Gee, they creep me out at the mere thought!the blue blazes 2

To sum this rambling up, The Blue Blazes is a great book. It has everything I expected and a load more.
It is highly recommended, period.

Now go and buy it! Quick!

And maybe you’ll find yourselves thinking, as I did, that this story would be wonderful if moved to the comic book format…
I can almost see the gobbos and their bone pyramids, and Mookie stalking a tunnel, meat cleaver in hand, and the Blue, blazing along the edges of the panels. Man, it would look great, I swear!

Un anno di KDP


La mail mi è arrivata un paio di giorni fa: Amazon ci teneva a informarmi su alcune faccende del loro sistema di pagamenti, e lo faceva nel giorno in cui “festeggiavo” un anno di KDP, ovvero di Kindle Direct Publishing, ovvero di mercimonio (?) della mia scrittura.
Un anno.
Sembra ieri, e invece…

Invece è passato un anno, quindi facciamo un piccolo bilancio, vi va? Continua a leggere

Come parlano le balene?


Oggi è stata una di quelle giornate strane in cui le cose vanno come devono andare, seguono il flusso e, tra un mini-contrattempo e l’altro, alla fine vai a casa con un sorriso stampato in faccia e la soddisfazione di aver parlato con una bella persona, di averla vista fare splendide cose, e di essere pure stata d’aiuto.

Oggi c’era Nicola Davies in biblioteca.
Mai sentita?
Nicola Davies è una dolcissima signora piena di energie e di storie e di conoscenza che, oltre a studiare gli animali e aver presentato un programma della BBC di divulgazione scientifica per bambini, oggi scrive libri per bambini e ragazzi, tutti incentrati sugli animali e le scienze.
La sua firma è su un botto di volumi, di fiction e non-fiction, dall’albo illustrato al romanzo. Continua a leggere

Nora e Lena


Il giorno del mio compleanno, quando sono scesa a fare colazione c’erano un paio di pacchetti regalo, sulla mia sedia. Il MPPDM li aveva portati su in montagna con noi, in attesa di quella mattina. Ad aspettarmi dietro la carta regalo, vari oggetti presi dalla mia wishlist.

C’era la colonna sonora del terzo Batman di Nolan, quello più “WTF?!” e “Christopher, te sei scordato il fallout!”, ma anche con la soundtrack più incisiva e potente. Certe tracce mettono i brividi, e non solo perché ti ricordi a che scene/personaggi sono associate.

C’era Pacific Rim in versione strafica. Roba che era da quando avevano annunciato la data di uscita in home video che mi ripetevo “la prossima volta che mi faccio un regalo, me lo compro”. C’ha pensato il mio ragazzo.

E c’era pure quel film serio che è Rocknrolla, che si è rivelato un altro di quei film di Guy Ritchie in cui lui crede di aver raccontato una storia con un che di drammatico, ma io rido come un’ossessa (anche se The Snatch era peggio), e, considerato che tutto si fonda su un MacGuffin grosso come una casa, non è stato nemmeno male.

E poi c’erano i libri.

Ho passato il giorno del mio compleanno a leggere, o forse è più corretto dire “divorare” il primo dei due.

Di Luca Tarenzi avevo già letto Godbreaker, che mi aveva tenuto compagnia in una pessima giornata. Quando il Diavolo ti accarezza mi ha tenuto compagnia in un’ottima giornata di cazzeggio in montagna, credo sia morto ben prima di cena.

Merito di una buona trama, che ha quel ritmo agile e forsennato al punto giusto che fa sì che non sia possibile mettere giù il volume se non a libro finito. E merito anche dei personaggi, su tutti Lena e Azazel (quanto amo quel demone!) e del paesaggio che Tarenzi costruisce fondendo la Milano reale e tanto di quel fantastico, noto e meno noto… Ci sono angeli, in questo urban fantasy, e demoni, e sacrifici, e djinn, e oggetti magici, e l’aruspice che già avevo conosciuto in Godbreaker, e un mercato che ricorda quello di Neverwhere, e Manfredo Settala (grandioso personaggio pure lui) e quella menzione delle strigi al Monumentale che a me fa pensare all’avventura di Werewolf che stiamo giocando live.

Ma alla fin fine, sono le creature più umane del romanzo di Tarenzi quelle che ti si attaccano addosso. Quelle che amano, fanno scelte dolorose per amore e, anche se soffrono, non le rinnegano. Khaled è un personaggio stupendo, in questo, sperduto e spaventato, ma non per questo meno avvinghiato alla sua vita mortale. E Lena, che si porta in casa uno sconosciuto grondante sangue e per sicurezza lo ammanetta al letto e gli fa attorno quella che, probabilmente, è una trappola del diavolo, e che ha visto abbastanza film e telefilm da non rimanerci poi così male, alla scoperta che c’è davvero qualcosa in più, nella realtà che la circonda.

Una gran bella storia, per dirla in parole povere, molto consigliata. Anche per quella citazione da Kill the Dead! (viva Jimmy!)

E ora, io lo so cosa vi state chiedendo: chi cazzo è la Nora del titolo?

La risposta è in una coincidenza: il secondo libro che ho trovato ad attendermi il giorno compleanno è “The Blue Blazes” di Chuck Wendig. E se uno dei protagonisti del Diavolo di Tarenzi è Eleonora, detta Lena, il secondo personaggio principale del romanzo di Wendig è Nora, vero nome Eleanor Jessamin Pearl.

Ma di Nora (e forse anche del terzo libro fotografato qui sotto) parleremo ancora, è una promessa.

Catena di Sant’Antonio libresca


Le vacanze sono finite e mi sono presa un paio di giorni per riprendere possesso di casa, della lavatrice, di internet e ritrovare il contatto col mondo non-vacanziero: il gatto che ti fa la permanente, il frigo pieno di verdura da cucinare, la polvere che non si è spolverata da sola in 3 settimane di assenza, il cane di nonna che è scappato ma è stato ritrovato, la vicina con mire espansionistiche, lutti e stronzate a bizzeffe nel feed delle notizie.

E mi sono trovata taggata da Aislinn in uno di quei giochini che girano su Facebook in cui ti chiedono di rispondere a delle domande e poi taggare altra gente, in una specie di catena di Sant’Antonio in cui nessuno è minacciato di piogge di cavallette né lusingato con promesse di sicura fortuna entro 2 minuti dalla pressione del tasto pubblica. Trattandosi di domande sui libri, perché no? Continua a leggere